I materiali di imballaggio compostabili rappresentano la prossima soluzione sostenibile per il settore della bellezza

materiali da imballaggio compostabili

I materiali di imballaggio compostabili si degradano, in condizioni specifiche e certificate, trasformandosi in acqua, anidride carbonica e biomassa, senza lasciare residui tossici. Per il settore della bellezza, questa distinzione è più importante che mai: a partire dal 27 settembre 2026, le norme UE sulle dichiarazioni ambientali richiederanno che ogni termine relativo alla sostenibilità riportato sulle confezioni dei cosmetici sia comprovato, e “compostabile” è una delle poche etichette a cui si riferisce uno standard riconosciuto.

Compostabile, biodegradabile, a base biologica: perché questi termini non sono intercambiabili

Nelle schede tecniche sui materiali di imballaggio si trovano sempre più spesso i termini “compostabile”, “biodegradabile” e “a base biologica”, come se descrivessero la stessa cosa. In realtà non è così, e questa differenza influisce sia sulla scelta dei materiali che sui rischi legali.

  • Il termine "a base biologica" descrive l'origine di un materiale. Si riferisce a un materiale prodotto da fonti biologiche rinnovabili, come il legno o le fibre vegetali, anziché da materie prime fossili. Non fornisce alcuna indicazione sul comportamento del materiale al termine del suo ciclo di vita.

  • Il termine “biodegradabile” descrive un processo, non un risultato. Significa che i microrganismi sono in grado di decomporre il materiale, ma in assenza di un arco di tempo o di un ambiente specifici, tale affermazione di per sé non fornisce molte informazioni.

  • "Compostabile" è lo standard certificato più rigoroso. Esso richiede che un materiale si disgreghi e si biodegradino entro limiti definiti, in condizioni specifiche di compostaggio, senza lasciare residui nocivi.

Un materiale può essere di origine biologica senza essere compostabile, e biodegradabile senza essere compostabile. Solo la compostabilità prevede un risultato verificabile (superato o non superato).

per riassumere il glossario

Cosa rende un materiale ufficialmente compostabile

Nell’UE, la compostabilità viene valutata in base alla norma EN 13432, relativa agli imballaggi recuperabili tramite compostaggio e biodegradazione. Per soddisfare tale norma, un materiale deve disintegrarsi in frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm entro 12 settimane e almeno il 90% di esso deve biodegradarsi in anidride carbonica entro sei mesi, in condizioni di compostaggio industriale controllato.

Quest’ultimo aspetto viene spesso trascurato nel linguaggio di marketing. La maggior parte dei materiali compostabili presenti sul mercato è certificata per gli impianti di compostaggio industriale, non per i contenitori da compostaggio domestici. Presentare un materiale come compostabile senza specificare le condizioni richieste è esattamente il tipo di affermazione ambigua che le autorità di regolamentazione dell’UE stanno ora prendendo di mira.

materiali compostabili per l'imballaggio

Perché i marchi di cosmetici stanno passando a imballaggi compostabili

Due forze stanno giungendo alla stessa conclusione.

Le aspettative dei consumatori stanno cambiando. Secondo una ricerca di McKinsey, il 44% dei consumatori ritiene che l’impatto ambientale sia molto importante nella valutazione del packaging, e la metà dichiara di essere disposta a pagare un prezzo più alto per opzioni più sostenibili. Per i marchi di bellezza premium e di lusso, il packaging non è più un elemento separato dalla questione della sostenibilità: ne è parte integrante.

La normativa sta rendendo più rigorosa la definizione di una dichiarazione credibile. La direttiva dell’UE “Empowering Consumers for the Green Transition” entrerà in vigore il 27 settembre 2026, limitando l’uso di termini ambientali generici a meno che non siano supportati da standard riconosciuti. Insieme al regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, spinge i marchi verso dichiarazioni che possano essere dimostrate, non solo sottintese. Un materiale certificato secondo la norma EN 13432 offre a un marchio proprio questo: una risposta difendibile alla domanda «cosa succede a questo imballaggio dopo l’uso?».

Questo è anche il motivo per cui i materiali compostabili stanno prendendo il sopravvento rispetto a dichiarazioni più generiche e meno specifiche relative alla biodegradabilità. La compostabilità risponde a una domanda che autorità di regolamentazione, rivenditori e consumatori stanno iniziando a porsi tutti con gli stessi termini.

Dai scarti di legno al materiale compostabile: l'approccio mBlack™

L’innovazione nei materiali in questo settore raramente nasce da un esperimento di laboratorio, ma da ciò che viene già gettato via. È questa la logica alla base di mBlack™, il materiale esclusivo di mPackting sviluppato all’interno del Gruppo Minelli.

Il processo parte dagli scarti di legno generati durante la produzione, materiale che altrimenti verrebbe considerato un rifiuto. Anziché smaltirlo in discarica, mPackting lo trasforma in biochar, un processo che intrappola in modo permanente la CO₂ assorbita dall’albero durante la sua crescita. Quel biochar diventa la base per mBlack™: un materiale a base biologica e compostabile che, grazie al processo standard di stampaggio a iniezione, viene modellato in tappi, chiusure e altri componenti per il packaging cosmetico.

Al termine del proprio ciclo di vita, gli imballaggi realizzati con mBlack™ sono progettati per degradarsi senza rilasciare microplastiche o sostanze nocive, restituendo biochar al suolo anziché finire in discarica. È un esempio di come si presenta un ciclo davvero chiuso, in cui la materia prima e il destino del prodotto a fine vita vengono progettati insieme, anziché essere aggiunti come un ripensamento.

La stessa logica caratterizza la collezione collezione Rivulet di mPacktingdi mPackting, dove i biopolimeri di terza generazione a impatto zero, anch'essi ricavati dal riciclo creativo dei residui della lavorazione del legno, si abbinano al vetro PCR per estendere lo stesso principio a un intero sistema di imballaggio.

Cosa occorre considerare prima di scegliere imballaggi compostabili per i cosmetici

Il concetto di “compostabile” non è una soluzione universale, e proprio nel considerarlo tale i marchi finiscono per trovarsi in difficoltà. Prima di optare per questa soluzione, vale la pena porsi alcune domande:

  • Dove verrà effettivamente compostato? Se un materiale è certificato solo per il compostaggio industriale e il mercato di riferimento ha un accesso limitato agli impianti industriali, il beneficio ambientale non si concretizza nella pratica.

  • Protegge il prodotto? I materiali compostabili devono soddisfare gli stessi requisiti in termini di barriera, resistenza e durata di conservazione di qualsiasi altro componente dell'imballaggio, in particolare nel caso degli imballaggi primari a contatto con i prodotti.

  • È possibile comprovare tale affermazione nella stessa pagina in cui viene riportata? In base alle nuove norme dell’UE, un’affermazione relativa alla compostabilità deve essere accurata, specifica e supportata dalle stesse prove ovunque compaia, dal tappo stesso alla pagina del prodotto.

  • È in linea con il linguaggio stilistico della collezione? I materiali sostenibili devono sempre più affermarsi anche dal punto di vista estetico. Il legno certificato FSC, l’mBlack™ e i biopolimeri possono essere sviluppati integrandosi con l’identità visiva esistente di un marchio, anziché sostituirla.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra imballaggi compostabili e biodegradabili?

Il termine “biodegradabile” indica che un materiale può essere scomposto dai microrganismi, senza che siano previsti tempi o condizioni ambientali specifici. Il termine “compostabile” si riferisce invece a uno standard certificato, secondo il quale il materiale deve disintegrarsi e biodegradarsi entro limiti specifici in condizioni di compostaggio controllate.

Quale norma definisce gli imballaggi compostabili in Europa?

La norma EN 13432 è la norma di riferimento nell'Unione Europea. Essa richiede che, in condizioni di compostaggio industriale, entro 12 settimane almeno il 90% del materiale si disintegri in frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm e che, entro sei mesi, almeno il 90% sia biodegradato in anidride carbonica.

Gli imballaggi compostabili sono adatti ai cosmetici e ai prodotti per la cura della pelle?

Sì, quando il materiale viene sviluppato per soddisfare gli stessi requisiti di protezione, durata e finitura degli imballaggi convenzionali. Componenti a base di legno, biopolimeri e materiali come mBlack™ sono già utilizzati negli imballaggi dei prodotti per la cura della pelle, dei profumi e delle fragranze per la casa.

Gli imballaggi compostabili possono invece essere riciclati?

In genere non attraverso i normali circuiti di riciclaggio. I materiali compostabili sono progettati per degradarsi biologicamente, pertanto dovrebbero essere smaltiti tramite compostaggio anziché essere mescolati con plastica, carta o vetro riciclabili.

Scegliere imballaggi progettati per essere smaltiti in modo responsabile

I materiali di imballaggio compostabili offrono ai marchi di bellezza qualcosa di sempre più raro: una dichiarazione di sostenibilità che può essere effettivamente dimostrata. Man mano che le norme dell’UE diventano più rigorose riguardo al significato che può assumere il termine “sostenibile”, l’utilizzo di materiali certificati secondo uno standard riconosciuto e la comprensione esatta del loro comportamento al termine del ciclo di vita diventano parte integrante di una buona progettazione degli imballaggi, non un semplice elemento aggiuntivo.

mPackting sviluppa materiali compostabili e a base biologica, tra cui mBlack™, realizzato a partire da scarti di legno riciclati per imballaggi cosmetici di alta gamma. Scopri i materiali sostenibili.

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